PERCHE’ SI CONTINUANO A FARE GLI ISOLAMENTI DEGLI EDIFICI CON I PLASTICONI?

Spesso nel settore edile si assiste a un ritardo tecnologico poco comprensibile (se non per interessi di chi produce ancora con tecnologie datate).

Da anni il settore tessile propone la microfibra o il goretex garantendo un isolamento molto superiore alle classiche lane e con spessori ridottissimi. Nell’industria le tubazioni sono rivestite di resine ad alto isolamento termico. Nell’aeronautica, tutte le fusoliere degli aerei del mondo sono trattate con resine isolanti. Nell’astronautica, con spessori ridottissimi si resiste ai -240 gradi dello spazio esterno e ai +1.600 gradi del rientro in atmosfera. Mentre nell’edilizia, ancora nel 2018, si assiste alla proposta di materiali “poveri”, che spesso generano umidità e muffe, di durata limitata (basta una forte grandinata per rovinarli; giunte e punti di fissaggio si aprono in pochissimi anni) e con spessori spropositati (dai 5 ai 20 centimetri) imponendo lavori invasivi e costosi che costringono a rifare l’involucro stesso degli edifici. Quali sono i “plasticoni”? Li chiamano con nomi diversi tra loro come polistirene, EPS, stiferite ecc, ma sono tutti derivati della plastica.

Negli anni ’90 la NASA ha creato un sistema a “polvere isolante”, contenente micro sfere di ceramica col vuoto interno, che ha utilizzato con successo negli Shuttle. Negli anni successivi diverse aziende, come Samsung, Hyundai, Purina e molte altre hanno realizzato i legami chimici necessari per le applicazioni industriali. Da oltre 5 anni il prodotto è entrato anche nell’edilizia per l’isolamento degli edifici. 

Utilizzare ancora prodotti poveri e di durata limitata quando si possono applicare i micro cappotti nano tecnologici, traspiranti e quindi anti umidità, che diventano parte del muro e durano una vita, e che hanno un tempo di applicazione molto rapido e non invasivo, è un’assurdità incomprensibile, se non per l’interesse degli operatori a proporre soluzioni di breve durata per garantirsi interventi successivi di manutenzione e rifacimento.

I micro cappotti sono  resine o rasanti di basso spessore, da 1 mm a un massimo di 8 mm, e con potere isolante molto superiore ai classici cappotti termici, grazie a molecole così piccole da chiudere ogni micro porosità del muro. Il bassissimo costo della manodopera rende anche economicamente convenienti queste soluzioni. L’unica precauzione è quella di prendere in considerazione solamente i prodotti certificati.