PERCHE’ ALCUNE PERSONE FATICANO A CAPIRE IL MICROCAPPOTTO TERMICO

Come per tutte le innovazioni tecnologiche, ci sono diversi motivi per i quali molte persone faticano ad accettare la realtà della nanotecnologia nei materiali di isolamento termico

Ecco i principali:

  1. Paura del nuovo. E’ una situazione che si è già vista molte volte: quando arrivarono le automobili, nell’ 800, le persone erano abituate ai carri trainati da cavalli. Quando sentivano parlare di carri che si muovevano senza cavalli, si mettevano a ridere: “ah, ah, e come si muovono, grazie agli angioletti?” “e i cavalli dove sarebbero, nascosti nel carro?”, e stupidaggini del genere. Fa parte della natura umana: accettare il nuovo è per pochi.
  2. Mancanza di informazioni: come per l’esempio precedente, in fondo si tratta solo di mancanza di informazioni. Se non eri a conoscenza delle scoperte tecniche dell’ 800, come potevi accettare una cosa come dei carri che si muovevano senza cavalli? E’ la stessa cosa per i materiali di isolamento termico: se ti hanno insegnato che serve dello spessore per isolare, e non hai alcuna conoscenza di fisica dei materiali, rimarrai stralunato a sentir parlare di cappotti termici per case di pochi millimetri di spessore… ma è solo mancanza di informazioni! D’altronde, le stesse persone usano gli smartphone (“come, un intero pc dentro un telefonino? Ma dai…”), a casa hanno dei piumini in microfibra al posto delle pesanti coperte di lana di una volta, e magari guardano gli arrivi dei ciclisti, stremati dopo salite pesantissime, che vengono accolti con sottili mantelli dorati invece che con pesanti maglioni di lana…
  3. Prodotti poco seri sul mercato. Un’altra motivazione è invece legata al fatto che purtroppo ci sono a volte dei prodotti che si presentano come nanotecnologici, ma che non hanno l’efficacia dei prodotti seri: sono prodotti con certificazioni inesistenti o dubbie, oppure che decantano risultati che non possono raggiungere (e basterebbe saper leggere i dati tecnici per comprenderlo), e cose del genere. Purtroppo quindi alcune persone poi confondono i prodotti seri con quelli che non lo sono. E’ una realtà di quasi tutti i settori.
  4. Nel nostro caso vi è anche una motivazione diversa, che purtroppo spesso appare quando si parla di informazioni errate o limitate: gli interessi economici.

Bisogna infatti sapere che i cappotti tradizionali hanno un giro di affari multimiliardario e, in     particolare, i materiali peggiori, quelli di derivazione plastica che stanno distruggendo i muri    delle case di tutta Italia (basta toglierne uno dopo 10 o 15 anni per rendersene conto), sono          prodotti da grandi multinazionali che vedono con malumore l’arrivo di tecnologie che   soppianteranno completamente questi materiali. D’altronde bisogna capirli, il polistirolo non            costa praticamente nulla e gli utili sono immensi… tanto grandi da permettere di             “sponsorizzare” associazioni di categoria, professionisti, imprese e perfino enti statali…    Insomma, chi ha orecchie per sentire…

Per fortuna quanto sopra, come per le automobili, ha i giorni contati. Una certezza delle rivoluzioni tecnico-scientifiche è infatti questa: vincono sempre, è solo questione di tempo.

E allora tutti coloro che oggi dileggiano i microcappotti, senza neppure sapere di cosa stanno parlando, avranno il microcappotto a casa loro e si chiederanno chi poteva essere così stupido da mettere la plastica sui muri di una casa solo per isolarla termicamente, mentre le sonde spaziali andavano su Marte, Giove e Nettuno, nel gelido spazio interplanetario, e perfino vicino al Sole, grazie agli scudi termici…