L’ isolamento a cappotto: confronto tra sistemi tradizionali e nanotecnologici

L’isolamento termico dei muri perimetrali con la tecnologia “a cappotto” è una soluzione in uso da molti anni
che recentemente ha conosciuto un grande sviluppo per l’introduzione di severi decreti legislativi

La necessità di ridurre i “consumi” delle abitazioni impone di progettare edifici nel rispetto di una reale efficienza energetica e di stabilire una “classificazione” energetica degli edifici secondo classi di merito identificative, ad es A, B, C, ecc.

Gli edifici costruiti negli anni 60/70/80/90, privi di un efficace isolamento termico, presentano i maggiori consumi e sono identificati in classe F o G.

La necessità di ridurre i “consumi” delle abitazioni impone di progettare edifici nel rispetto di una reale efficienza energetica e di stabilire una “classificazione” energetica degli edifici secondo classi di merito identificative, ad es A, B, C, ecc.

Gli edifici costruiti negli anni 60/70/80/90, privi di un efficace isolamento termico, presentano i maggiori consumi e sono identificati in classe F o G.

Edifici in classe A o B sono a bassissimi consumi perché su di essi è stata posta grande attenzione a realizzare un eccellente isolamento termico di tutto l’involucro edilizio. Un edificio a basso consumo energetico rappresenta un sicuro investimento economico per il futuro.

I criteri per definire la classe di merito di un edificio sono legati ai valori di trasmittanza termica delle strutture principali. Poiché a bassi valori di trasmittanza (buon isolamento) corrispondono bassi consumi, un isolamento a cappotto delle strutture verticali ben fatto sarà garanzia di un forte risparmio nei costi delle bollette di gas ed elettricità.

CLASSIFICAZIONE

Vi sono molti materiali termoisolanti. I più comunemente usati sono il polistirene espansola fibra di legno, il sughero, il poliuretano, la lana di roccia, la fibra di vetro. Qualunque sia il materiale, il suo potere isolante è legato al valore di una grandezza fisica chiamata “Conducibilità termica Lambda” (simbolo “?D” – unità di misura W/mK).

Per un confronto tra diversi materiali isolanti basti sapere che a piccoli valori di Lambda corrisponde un elevato potere isolante. Ad esempio, un materiale con un valore di Lambda 0,035 isola più di un materiale con Lambda 0,040. Per isolare bene una abitazione conviene quindi scegliere materiali con valori di Lambda molto bassi.

E per quanto riguarda il potere di traspirazione?

Esiste un valore che identifica la proprietà traspirante di un materiale, la “Resistenza diffusione al vapore ” (simbolo “µ”). Analogamente alla conduttività termica, tanto più piccolo è questo valore, tanto più il materiale è traspirante, cioè si comporta idealmente come l’aria (alla quale corrisponde il valore µ =1). La lana di roccia è molto traspirante; anche una lastra di sughero traspira bene. Una lastra in polistirene espanso EPS100 ha una modesta traspirazione (mediamente µ =50). Una lastra in polistirene estruso o in poliuretano non è traspirante.

La traspirazione di un materiale isolante è fondamentale per evitare fenomeni di muffa e condensa, oltre che per evitare un rapido degrado del sistema cappotto.

Lo sfasamento termico

Lo sfasamento termico è il tempo che impiega il picco di calore estivo (che si verifica nel primissimo pomeriggio) a passare attraverso una struttura e raggiungere l’interno dell’abitazione. L’idea che è alla base dell’utilizzo di materiali ad elevato sfasamento termico è che se il picco di calore giunge all’interno dell’abitazione dopo molte ore, idealmente verso sera, si possono aprire le finestre e sfruttare la più mite temperatura esterna per raffrescare l’ambiente. Nella pratica, nelle zone di pianura, in periodi di forte caldo le temperature si mantengono elevate anche di sera e non è possibile aprire le finestre per raffrescare. È quindi meglio considerare, più che lo sfasamento termico di un materiale, la sua proprietà di isolamento, perché se esso isola molto bene, la quantità di calore che giunge all’interno dell’abitazione sarà molto bassa.

TIPOLOGIE DI CAPPOTTO

Esistono due categorie principali di isolante a cappotto per edifici:

Non traspirante: si tratta di materiali sintetici noti per il prezzo basso che li hanno resi molto diffusi nel mercato, hanno però la forte contro-indicazione di generare enormi problemi di condensa, muffa, umidità.

Traspirante: possono essere materiali sintetici o naturali, ma hanno la caratteristica di mantenere la traspirabilità dell’edificio, garantendo comfort e salubrità degli edifici.

La differenza è essenziale, i cappotti non traspiranti hanno invaso al mercato grazie al basso prezzo, dato dalla bassa qualità, ma hanno e continuano a generare enormi problemi a chi li ha installati.

PER QUESTO MOTIVO NOI ABBIAMO SCELTO DI INSTALLARE SOLO SISTEMI DI ISOLAMENTO TRASPIRANTI. 

DESCRIZIONE NANO-CAPPOTTO

Si utilizzano le tecnologie più avanzate con lo scopo principale di non dover snaturare l’edificio e sostenere costi inutili, si evitano inoltre i problemi di un isolamento ad alto spessore come il rifacimento di tutte le soglie e di tutti gli infissi.

I risultati che si ottengono sono simili a quelli dei cappotti tradizionali traspiranti (come il sughero), ma si raggiungono con un diverso approccio.

I termo-rivestimenti nano tecnologici sono a basso spessore, da 0,2 mm. a 8 mm., chiaramente più si sale con i mm. più risultati si ottengono.

La tecnologia di questi materiali deriva dalla ricerca spaziale, dove questi materiali sono impiegati per proteggere le navicelle spaziali dal calore estremo che devono affrontare nei viaggi di rientro (+ 1200 gradi) e le bassissime temperature dello spazio esterno all’atmosfera terrestre (-240 gradi).

NON C’E’ QUINDI DA STUPIRSI CHE QUESTI MATERIALI SIANO EFFICACI.

Si consideri che vengono abitualmente utilizzati anche per ridurre le dispersioni di calore nei circuiti a vapore industriali, dove nei tubi si raggiungono temperature di 160°C